disabilità e matrimonio: cosa ne pensate?

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disabilità e matrimonio: cosa ne pensate?

Messaggio Da Admin il Gio Giu 12, 2008 1:49 pm

ho trovato questo, cosa ne pensate?

A Viterbo il vescovo Chiarinelli ha negato il rito religioso a una
coppia di giovani. Motivo: l’impotenza copulativa della coppia, dovuta
alla semiparalisi dello sposo in seguito a un incidente stradale. Il
commento di Raffaele Goretti, presidente della Faip: “Siamo davanti ad
una vera e propria negazione del diritto umano di coronare il proprio
sogno d’amore”

ROMA - Una scelta compiuta con "attenzione e amore" e con "tutte le
motivazioni i di una realtà che non dipende né da discrezionalità di
giudizio né da intenzionalità dei soggetti": così la Curia viterbese
prende le difese di monsignor Lorenzo Chiarinelli, il vescovo che ha
rifiutato il matrimonio religioso a un ragazzo disabile. Il motivo: a
causa della semiparalisi riportata in seguito a un incidente stradale,
è probabile che l'uomo non potrà avere figli. La sentenza del vescovo è
stata definitiva, sebbene i due giovani avessero confermato chiaramente
in una lettera indirizzata alla Curia la loro ferma intenzione di
sposarsi, nonostante la tragedia che li aveva colpiti. Un appello che
il vescovo non ha voluto ascoltare e al quale ha risposto con un "non
possumus", che deriva dalla "impotenza copulativa" della coppia.

Le nozze si sono celebrate comunque, ma senza rito religioso, presso l'ospedale romano in cui il ragazzo è tuttora ricoverato.

Riportiamo
qui di seguito il testo integrale della lettera di commento scritta da
Raffaele Goretti, presidente della Federazione delle associazioni
italiane para-tetraplegici:

Il fatto successo a Viterbo,
nel quale a una persona con lesione al midollo spinale è stato impedito
di potersi sposare in chiesa da parte del Vescovo di quella città,
ripropone in tutta la sua drammaticità il ritardo culturale ancora
esistente rispetto al "matrimonio" delle persone con disabilità.
Si
ignora di fatto l'aspirazione di questa persona a poter vivere
serenamente il rapporto con il partner, anteponendo il mero fatto della
possibilità di compiere un rapporto sessuale completo, che abbia il
preciso scopo di "procreare" e provvedere alla conservazione della
specie. Ignorando, anche e soprattutot, il pieno e maturo rapporto tra
due persone. Peraltro questa convinzione che le persone con disabilità
non possano "procreare" è assolutamente falsa e frutto dell'ignoranza:
basti pensare alle tante coppie di persone con disabilità che hanno
avuto bambini e di tante altre che ne hanno adottati dopo il
matrimonio.

Siamo di fatto davanti ad una vera e propria
negazione dei "diritti umani" dove per diritto umano si intende il
poter coronare il proprio "sogno d'amore", di poter vivere con la
persona scelta la propria vita, nel rispetto anche delle proprie
convinzioni religiose.

Un comportamento, quello del vescovo di
Viterbo, veramente inspiegabile, che di colpo fa tornare indietro la
chiesa di qualche decennio: una posizione che nel 1993, in occasione di
un seminario internazionale a Roma sulla condizione delle persone con
disabilità, portò un alto Prelato a dire che "le persone con disabilità
non possono avere una vita matrimoniale ?normale' in quanto non capaci
di procreare". Questa posizione, che suscitò un coro di proteste anche
da parte di personaggi illustri presenti alla conferenza, venne di
fatto corretta direttamente da Papa Giovanni Paolo II, il quale si
scusò con tutte le persone con disabilità, rettificando gli atti della
conferenza.

Il comportamento del vescovo di Viterbo dimostra
quanto ancora sia grande il retaggio culturale che alcuni settori della
chiesa hanno verso le persone con disabilità. L'illustre Eminenza ci
vorrebbe far credere che per poter avere una vita matrimoniale
soddisfacente e piena, si debba poter disporre di un bagaglio sessuale
adatto alla riproduzione della specie, mentre tutto il resto diventa
opinabile in quanto non rispondente alle indicazioni divine.

Ci
permettiamo di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle
dinastie ecclesiastiche sul fatto che per poter vivere pienamente la
propria vita, anche e soprattutto nel matrimonio, servono amore,
comprensione, stima e rispetto, che due persone che decidono di vivere
insieme scelgono liberamente di mettere a disposizione uno dell'altro.
Non servono queste barricate ideologiche da inquisizione, utili, queste
si, a compromettere qualsiasi rapporto di coppia.

Vogliamo
auspicare che la divina provvidenza illumini le menti di queste
persone, affinché possano capire quanto grande e da rispettare sia la
scelta di due persone che decidono liberamente di condividere le
proprie vite, indipendentemente dall'efficacia dei rispettivi "bagagli
riproduttivi".


http://www.superabile.it/REGIONI/Lazio/News/info1387605126.html

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silvia
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